Tutti gli anni a ottobre gli sviluppatori iOS italiani lasciano il loro computer e il loro codice per partecipare ad un evento che, di edizione in edizione, riscuote sempre più successo:la Pragma Conference. Si tratta della conferenza tutta italiana dedicata allo sviluppo per piattaforme Apple, passata in pochi anni da semplice incontro tra una manciata di esperti del settore, a una tra le prime 10 conferenze al mondo riguardanti temi quali iOS, macOS, watchOS e tvOS.

La storia di quest’evento è semplice: in origine un esiguo numero di ingegneri decise di riunirsi per scambiare opinioni, esperienze e consigli utili. Da questa idea nacque la Pragma Mark, che diventò in poco tempo la più grande community italiana di sviluppatori Apple-side. Successivamente gli incontri sporadici diedero vita ad un appuntamento annuale, oggi giunto alla quarta edizione, che vede coinvolti un pubblico per la maggior parte internazionale e grandi aziende come Google, Buddybuild o Spotify. La Pragma Conference é quindi diventato il momento clou in cui si condividono riflessioni, codice e si parla tutti insieme di… Open Source!

Già, perché l’Open Source è una realtà importante che fa riferimento al codice di qualsiasi tipo messo a disposizione gratuitamente sul web, in modo che altri appassionati o professionisti possano usarlo, farlo crescere e renderlo a loro volta disponibile al mondo. Open Source è sinonimo di crescita per qualsiasi tecnologia e gli sviluppatori lo sanno bene.

Ecco i momenti caldi dell’ultima edizione 2017, divisi per i 3 giorni che l’hanno composta.

Primo giorno

Il Workshop

Sì, perché il primo giorno della conferenza è dedicato in toto a diversi workshop all-day-long dove giganti del settore lavorano a stretto contatto con i partecipanti. Ci si confronta e si impara utilizzando strumenti che ogni iOS-fan ama, come Swift il rivoluzionario linguaggio di programmazione rilasciato gratuitamente in rete da Apple nel 2015 (Open Sourced).

Il primo intervento a cui ho partecipato ha visto protagonista Tanner Nelson, giovanissimo ingegnere americano con la passione per la programmazione che seguendo il Keynote di Tim Cook del 2015 disse tra sé e sé: “quindi la tecnologia Swift ora è Open Source? Devo assolutamente sfruttare la cosa”. Ed ecco fatto: dopo neanche un anno Tanner rilasciò al popolo del web un sua personale creazione, un nuovo modo tutto Apple Style per fare siti web. Uscì Vapor il primo framework backend in Swift e il web ebbe la conferma che Open Source ha grandi potenzialità.

Secondo giorno

Conferenza parte prima

Si entra nel vivo della Conference e si parte con le talk, dove lo sviluppatore o il designer di turno condivide la propria esperienza con la platea.
Si fa a gomitate per i gadget, si trova un posto e il primo speaker rompe il ghiaccio parlando guarda caso di una sua libreria Open Source. Applausi, domande e complimenti.
Un team greco racconta la sua esperienza nella creazione di un tool per la gestione di errori. Uno strumento molto ben riuscito, così tanto che all’inizio di quest’anno il team ha deciso di renderlo pubblico per vederlo crescere insieme con altri sviluppatori.

È ormai chiaro il tema della conferenza, coperto anche da tutte le altre talk (10 in totale). L’Open Source è il modo che hanno gli sviluppatori di far crescere i loro prodotti e di entrare in contatto con i loro simili. I vantaggi sono innumerevoli: codice scritto da esperti, modificabile per le proprie necessità e reperibile sempre e comunque, senza il rischio che qualcuno cancelli il progetto o ritiri il prodotto. Qualunque azienda di software utilizza codice Open Source e senza di esso il mondo dell’informatica non sarebbe arrivato dove è ora.

Terzo giorno

Conferenza parte seconda

Si parte con l’esperienza di Zendesk, società che fornisce un prodotto di ticketing per il supporto ai clienti. Un giorno il team leader dello sviluppo si rese conto che la propria App faceva acqua da tutte le parti e che Zendesk in questo modo stava affondando. Prese quindi 10 tra le migliori menti dell’azienda, le chiuse in una villa in Irlanda e disse “ora la rifacciamo”. Momenti di crisi, tensioni e infine soddisfazione: il progetto di rifacimento dell’App di Zendesk prese forma in pochi giorni e il rilascio seguì dopo pochi mesi. Un’unione di menti geniali riuscì quindi a risollevare in poco tempo i guadagni di un’azienda, portandola a quello che è una dei migliori sistemi di ticketing sul mercato.

E si parla di genialità anche con John Sundell, ex team leader iOS presso Spotify, che racconta la sua storia e il suo rapporto con i videogiochi. “Si, i videogiochi mi piacciono, ma sapete cosa mi piace ancora di più? Crearli!”. Ha lavorato con SpriteKit, il sistema per realizzare videogiochi di Apple, ma non l’ha apprezzato. Quindi che fare? Chiamiamo Apple lamentandoci? No più semplice: lavorando le notti e nei weekend piovosi, in 2 anni ha realizzato un Game Engine (motore per la creazione di giochi) più performante di quello di Apple e ovviamente l’ha pubblicato Open Source.

La formula emersa da tutti questi interventi è: Open Source + Menti Geniali = Grandi Cose.

Tiriamo le somme: la Pragma Conference è un evento imperdibile, sia che siate sviluppatori professionisti (Apple e non), o che siate appassionati o anche studenti. Infiniti spunti, grandi soddisfazioni e bellissime esperienze con persone professionalmente affascinanti. Cosa si può chiedere di più? Forse altri gadget.

 

dario s4win

Dario Pellegrini
iOS & Android Developer