Gli utenti mobili sono abituati ad alti standard, cercano prestazioni esclusive, un’ esperienza nuova e il più possibile semplificata per interagire con i diversi marchi e prodotti e con le aziende in modo altamente efficiente.

Il mondo di riferimento dei vostri clienti, sui cellulari e sui tablet, sarà sempre più popolato di APP.

Ecco perché è importante sviluppare APP di successo che prendano in esame il pubblico di riferimento e le aspettative dei marchi e dei prodotti, coerentemente con le priorità aziendali.

Sono tre i punti di partenza da considerare che decretano o meno il successo di un’APP:

– l’utente deve trovarla intuitiva e semplice già al primo impatto, perché non avrà mai la pazienza di investire energie mentali per capire come funziona

– bisogna trasferire emozioni, oltre a funzioni e servizi pratici

– deve offrire una UX efficace e coinvolgente, che raggiunga alte performance

REGOLA N. 1:

quali problemi vogliamo risolvere?

quali problemi si desiderano risolvere. Se non rispondiamo a questa domanda, lo strumento non sarà efficace. I task devono diventare degli “user journey, dei percorsi all’interno dell’applicazione: ogni elemento è un flusso ed è importante che sia molto semplificato, conducendo l’utente sempre un passo avanti nel percorso che intendiamo fargli fare.

Le interruzioni nei flussi, per esempio quando ci sono interfacce con domande o scelte da fare che richiedono “investimenti mentali”, sono in genere dannose. Così come la pubblicità. Inoltre se riusciamo a trasferire aspetti emozionali, cercando di offrire feature avanzate come fossero ricompense per la fedeltà dell’utente, saremo in grado di farlo sentire più a suo agio, man mano che prende confidenza con l’applicazione.

REGOLA N. 2:

dare più valore alle azioni che si compiono normalmente

Bisogna di volta in volta identificare le opportunità per arricchire l’esperienza e portarla su un nuovo livello. Ovvero proporre l’evoluzione di azioni che faremmo normalmente, ma che grazie a questi strumenti possono essere svolte in maniera aumentata, con dimensioni aggiuntive. Dallo sharing al rating passando per la dimensione sociale. In questo modo i passaggi eseguiti nella APP diventano qualcosa che gli utenti desiderano come parte integrante della propria vita online.

REGOLA N. 3:

"less is more": minimalismo ed evoluzione basata sui dati di comportamento

L’ideale è creare qualcosa che sia oggettivamente minimalista, agile, con KPI che ci permettano di analizzarne il funzionamento e migliorarlo significativamente. I dati generati dall’utente durante l’uso dell’App possono essere utilizzati per ottimizzarla: si può per esempio “distillare” il prodotto eliminando le funzioni meno adoperate, oppure monitorare il modo in cui cambia l’usabilità col passare del tempo, in risposta a mutate condizioni ambientali o all’arrivo di un competitor diretto sulla piazza. Lo studio dei dati permette di analizzare le performance reali dell’APP anche in scenari molto complessi, aiutando gli sviluppatori a testare diverse alternative prima ancora di rilasciarle

REGOLA N. 4:

Non è un Web rivisto: stiamo progettando per lo schermo di un mobile device

Sarà banale ripeterlo, ma non si può costruire una Mobile APP semplicemente adattando e minimizzando le soluzioni pensate per il Web. Occorre anzi comprendere come l’utente usa il device e l’applicazione specifica nelle diverse situazioni: se digita tenendo lo smartphone con una o due mani, se è fermo o se è in movimento, se ha a che fare con sessioni brevi o con contenuti di intrattenimento. Date queste premesse, bisogna inserire le principali funzioni della APP che stiamo progettando all’interno dello spettro dei possibili utilizzi, dando precedenza a quelli più in linea con la UX (User Experience).

REGOLA N. 5:

fare leva sugli standard

Di tanto in tanto si vedono APP che sembrano progettate con un po’ di “disprezzo” dei modi standard di funzionalità legati allo specifico device. Va bene la creatività, ma la familiarità con logiche e meccanismi già incontrati su altri prodotti di larga diffusione premia, perché aiuta l’utente a orientarsi nell’utilizzo e lo mette subito a suo agio.

REGOLA N. 6:

muoversi, quando possibile, verso il "gesture design"

Continuando a parlare di standard, è bene definirne alcuni anche a livello di visual, che invitino a compiere gesti specifici sul display. Si tratta di elementi che se utilizzati bene e con un pizzico di ingegno possono aprire scorciatoie per diverse funzionalità ed evitare di realizzare interfacce affollate di bottoni.

REGOLA N. 7:

attenzione alle animazioni, croce e delizia di ogni developer

In tema di animazioni, è utile ricordare che se sfruttate male, servono solo a creare un’atmosfera “festosa” ma rallentano l’esperienza dell’utente. Meglio ricorrere alle animazioni per aggiungere intuitività alla UX. Se l’animazione è a supporto di una transizione di stato o promuove una interazione più profonda, per esempio instaura una metafora, è benvenuta: nel momento in cui l’utente comprende il senso delle metafore, si orienta meglio da solo su spazi e funzionalità, e si rende conto di cosa accade nell’APP in risposta a specifici gesti o ad azioni.

REGOLA N. 8:

non dimenticare mai che il design serve per comunicare con esseri umani

Anche se è intermediato da uno schermo, il contenuto ha come utenti finali delle persone. Bisogna dunque cogliere le opportunità per distribuire al meglio il contenuto sfruttando i sensi. Per il momento, al cuore dell’esperienza sensoriale su smartphone e tablet ci sono le immagini, che hanno il potere di inserirsi nella memoria a lungo termine degli utenti. E per questo, qualora il contenuto che trattiamo ce ne dia la possibilità, non dobbiamo lasciarci sfuggire l’occasione di usarle.

REGOLA N. 9:

investire sulla "prima volta" dell'utente

Una Mobile APP ha circa 30 secondi per convincere gli utenti che l’hanno scaricata a tenerla e ad usarla. E non devono servire più di cinque minuti per permettere all’utente di imparare a servirsene. Nei primi attimi di utilizzo si rischia dunque di perdere tutto il lavoro fatto nella fase di acquisizione, ed è per questo che la APP deve mostrare SUBITO i suoi aspetti migliori, evidenziando i benefici che può trasmettere.

Aspetto fondamentale: non forzare la registrazione. È una pratica molto nociva che può alzare la soglia di abbandono dell’APP in una misura che va dal 50 al 75%, anche se usiamo sistemi di autenticazione semplificati come Facebook Connect. Meglio accogliere gli utenti come ospiti e proporre la registrazione poi, magari con un meccanismo premiante. Dobbiamo puntare tutto sul valore che la APP porta nella vita dell’utente.

REGOLA N.10:

mai trascurare l'esecuzione

Tutti questi accorgimenti sono inutili se chi sviluppa la APP si limita a mantenerli nell’ambito della vision. A ogni progetto preparato sulla carta con accuratezza deve corrispondere un’esecuzione tecnica altrettanto accurata.

“Vision without execution is just hallucination” – Thomas Edison